Se siete mai stati a Bali, sicuramente vi sarete chiesti cosa sono quei piccoli cestini pieni di fiori colorati, incensi, biscotti e caramelle talvolta, che si trovano ad ogni angola di strada.
Ebbene oggi voglio raccontarvi il significato dei Canang sari, ovvero i doni offerti agli dei in segno di gratitudine, ringraziamento e per mantenere l’equilibrio spirituale e l’armonia tra gli esseri umani e gli spiriti.
Iniziamo però analizzando il termine CANANG SARI poiché è composto dalle parole balinesi Sari (che significa essenza) e Canang (che è il cestino di foglie di palma entro cui vengono poste le offerte). La parola Canang, a sua volta, si compone di due sillabe che nella lingua Kawi, cioè l’antica lingua Javanese, significano CA (bellezza) e NANG (scopo).
Questa offertine si possono trovare ovunque sull’isola: per le strade, sui marciapiedi, davanti alle case e fuori dai templi.
La composizione del Canang
- CEPER – è il vassoio che può avere diverse forme e fatto con foglie di banana o di palma;
- POROSAN o PEPOROSAN – è l’elemento centrale composto da foglie di Betel, Gambier (o Uncaria, arbusto selvatico che cresce in Cina, India, Malesia e Indonesia), pasta di lime, noci di Areca e riso che simboleggia la prosperità. Questa combinazione di elementi rappresenta il Trimurti, cioè le tre maggiori divinità Hindu.
- SARI – sono i fiori e la direzione in cui vengono posti suggerisce per quale divinità è stata composta l’offerta:
- Est (Bianco) per Iswara
- Sud (Rosso) per Brahma
- Ovest (Giallo) per Mahadewa
- Nord (Blu o Verde) per Vishnu
- URASSARI – composto da due pezzi di foglie di cocco piegate in modo da formare il simbolo della croce indicante una specifica direzione;
- SAMPIAN – sono le foglie di Pandano tagliate sottilissime che vengono messe nel mezzo della composizione, sopra ai fiori;
Come ultimo tocco viene acceso un bastoncino di incenso posizionato nel Canang in modo che il suo profumo venga trasportato via dal vento e che porti le preghiere fino agli Dei.
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